Grazie a un mix vincente tra la vitalità delle giovani menti del territorio e una serie di politiche regionali di sostegno all’iniziativa imprenditoriale innovativa, la Campania è diventata  un hub di talenti imprenditoriali.

Nel corso di Maker Faire Rome 2021 è emerso come startup, ricercatori e sviluppatori possono contare in Campania su uno scenario orientato all’eccellenza della rete accademica e incentrato sull’integrazione virtuosa tra pubblico e privato, con un solido network di strutture deputate alla creazione e incubazione d’impresa, e supportato da specifici strumenti di sostegno finanziario alle idee imprenditoriali innovative. Un nuovo modello, fortemente focalizzato su talenti, competenze, tecnologia, innovazione e interventi mirati a sostegno delle startup.

Maker Faire Rome – The European Edition è una iniziativa che rientra nell’ambito del Piano Operativo triennale per la Valorizzazione, il Rafforzamento e l’Apertura dell’Ecosistema Regionale R&I – ECOREI (Por Campania Fesr 2014-2020 Asse 1 – Obiettivo Specifico 1.3 – Azione 1.3.3) gestito da Sviluppo Campania società in-house della Regione Campania.

La Regione Campania, che nel periodo 2014-2021 ha investito oltre 1 miliardo di euro in Ricerca e Innovazione (+ Agenda Digitale), punta a consolidare sempre di più questo scenario, mettendo in campo programmi e strumenti finalizzati a rendere la comunità regionale degli innovatori sempre più ampia, integrata e connessa alle ultime innovazioni.

La Campania presente a Maker Faire Rome con una delegazione di soggetti in uno spazio espositivo istituzionale  e con tre storie di eccellenza:

Progetto Readi-FP Nasa

ReADI FP è un progetto di ricerca finanziato dalla Regione Campania – nell’ambito delle misure di trasferimento tecnologico –  per studiare l’osteoporosi e le possibili cure in ambiente spaziale, attraverso la realizzazione di un nuovo farmaco specifico ad elevata efficacia a base di elementi naturali estratti dalle vinacce di vino, che proteggano il tessuto osseo durante le missioni spaziali. Il progetto ReADI FP rappresenta le capacità di eccellenza e di contaminazione dell’ecosistema R&I campano: ideato dal Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ingegnerizzato dal Marscenter, con ALI Scarl – Aerospace Laboratory for Innovation in collaborazione con l’azienda vinicola Mastroberardino. Sono inoltre partner del progetto Nanoracks Europe, Minerva Research Labs e BCTrade. ReADI FP rientra nel progetto CA.DI.RA, CApsula DI Rientro Atmosferico (coordinato da Ali e finanziato dalla Regione Campania) che prevede la realizzazione di un prototipo di capsula spaziale capace di rientrare dallo spazio grazie alla tecnologia proprietaria IRENE®, progetto condotto in partenariato con il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali di Capua e Space Factory, startup di Ali.

Loris Caputo e Miutifin

Loris Caputo ha 18 anni, è di Salerno. Ha frequentato il liceo classico; è un amante della musica e della tecnologia. A 13 anni ha iniziato a sviluppare codici per software e piattaforme web, a 14 ha lanciato la prima versione di Miutifin, sviluppandola interamente da solo, per divertimento, durante il primo anno di liceo. Miutifin, in primis, è un servizio online alla portata di tutti che permette di creare musica attraverso una tastiera virtuale, salvare e proteggere le tracce non più in locale, ma in cloud. La piattaforma mette insieme due importanti funzionalità che dominano l’industria musicale: la produzione e la distribuzione, tutto in un unico servizio. Da quel giorno la piattaforma ha acquisito migliaia di utenti e ha scelto di portarla avanti più seriamente. Dopo un anno, Loris è entrato in contatto con Marco Landi, ex presidente di Apple US, che ha scelto di investire in Miutifin e di aiutarla a diventare un vero progetto imprenditoriale. Miutifin è infatti cresciuta molto rapidamente, arrivando a circa 200.000 utenti mensili, ha stretto partnership con diverse realtà nell’industria musicale ed è ora pronta a scalare ancora.

Ilaria Improta e Wolffia

Wolffia è una startup innovativa che aiuta le aziende manifatturiere, in gran parte appartenenti al campo aerospaziale, che lavorano materiali compositi a risolvere il problema dello smaltimento degli sfridi di produzione in modo alternativo, reinserendoli sul mercato ad un costo vantaggioso, per altre aziende, università e centri di ricerca. Il tutto realizzato attraverso l’ausilio di un magazzino intelligente, il quale permetterà di controllare le scorte, il materiale, prevedere le entrate e monitorarle, in modo da andare anche a creare dei database per la comunità scientifica. A seconda dei dettagli della propria utenza è possibile operare su Wolffia come cliente “Fornitore” o come cliente “Acquirente”: i primi avranno la possibilità di cedere i loro sfridi/scarti di produzione, stornandoli dalla quantità di materiale caratterizzato come rifiuto da smaltire; i secondi avranno la possibilità di accedere ad un ampio catalogo di prodotti da cui scegliere quello a loro più consono a seconda delle proprie esigenze. Il tutto in forma anonima al fine di preservare l’identità di fornitori e acquirenti. Il team di Wolffia è composto da Dottori di ricerca e Ph.D. Student provenienti dall’Università degli studi di Napoli Federico II. La sua ideatrice e founder è Ilaria Improta, laureata in Ingegneria dei materiali.

 

Maggiori info e dettagli sul sito ufficiale dell’evento:https://makerfairerome.eu/it/